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ACOS OLEARIA SRL

Chi lavora la terra lo sa

L’agricoltura non è un’idea, è una pratica. Non è una narrazione, è una responsabilità quotidiana. Non comincia nei convegni e non finisce nei post celebrativi. Comincia all’alba, quando la luce è ancora incerta e l’aria sa di umido e di promesse non garantite. Finisce – se finisce – quando le mani sono sporche e la schiena racconta la giornata meglio di qualsiasi discorso pubblico.

L’agricoltura non è retorica verde. È contabilità che deve tornare. È programmazione colturale. È rischio climatico. È normativa che cambia, bandi da studiare, scadenze da rispettare. È fatica che non chiede applausi.

La terra non accetta slogan. La terra è un sistema complesso. Non risponde agli slogan, risponde alla competenza. Puoi amarla, certo. Ma se non la conosci, ti smentisce. Richiede osservazione, rotazioni intelligenti, scelte varietali ponderate. Richiede investimenti, manutenzione, visione strategica. Richiede la capacità di decidere oggi pensando a cinque, dieci, vent’anni.

Chi coltiva non interpreta un ruolo: esercita una funzione. Produce cibo. Custodisce paesaggio. Mantiene equilibrio sociale nei territori interni. E lo fa dentro un mercato che non aspetta, dentro una burocrazia che non perdona errori, dentro un clima che non offre più certezze.

L’agricoltura è un atto etico prima ancora che economico. Perché ogni scelta agronomica ha conseguenze. Ogni trattamento, ogni potatura, ogni irrigazione è una decisione che incide sul suolo, sull’acqua, sulle generazioni future. Non è romanticismo: è responsabilità intergenerazionale. Chi coltiva sa che il terreno non è un oggetto da sfruttare, ma un organismo da preservare. Sa che il profitto senza equilibrio è miopia. Sa che la qualità non nasce per caso, ma da rigore e coerenza.

Essere agricoltori oggi significa stare in piedi in mezzo alla complessità. Significa dialogare con le istituzioni, con i mercati, con la tecnologia. Significa difendere il valore del proprio lavoro senza vittimismo e senza concessioni alla superficialità. Significa, soprattutto, scegliere ogni giorno di restare. Restare quando sarebbe più semplice abbandonare. Restare quando i conti si fanno stretti. Restare quando il raccolto non mantiene le promesse.

Perché l’agricoltura non è un’idea che puoi cambiare quando non funziona. È un impegno che ti forma, ti mette alla prova, ti misura. E chi lavora la terra lo sa: non sta raccontando una storia. Sta costruendo futuro.

Dal mio campo, dal sud della Calabria, continuo a seminare responsabilità, passione e futuro: perché l’agricoltura non è un’idea, è il mio impegno quotidiano.

Adele Scirrotta

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