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Firenze, quando il fiume si fece memoria

4 novembre 1966 – 4 novembre 2026

Ci sono giorni in cui la natura manifesta tutta la sua potenza e l’uomo scopre quanto fragile possa essere la propria opera.

Il 4 novembre 1966 l’Arno travolse Firenze. L’acqua invase le strade, penetrò nelle case, ferì chiese, biblioteche e opere d’arte. La città si ritrovò immersa nel fango, nel dolore e nello smarrimento.

Ma Firenze non fu soltanto una città ferita. Fu anche una città soccorsa, amata e sostenuta da migliaia di mani generose. Gli Angeli del Fango, giovani provenienti da ogni parte del mondo, trasformarono la solidarietà in un gesto concreto di rinascita.

A sessant’anni da quella tragedia, ricordare significa rendere omaggio alle vittime, custodire la memoria e riconoscere il valore di chi, davanti alla distruzione, scelse di aiutare.

Perché l’acqua può sommergere le pietre, il fango può coprire la bellezza, ma non può cancellare la dignità di una comunità che trova la forza di rialzarsi.

Firenze, ferita dall’acqua, fu salvata anche dalla grandezza degli uomini.

Adele Scirrotta

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