Speranze e visioni strategiche

Settembre non arriva soltanto per segnare la fine dell’estate.
Arriva per ricordarci che ogni ciclo, prima di concludersi, prepara già quello successivo.
La natura non conosce vere interruzioni.
Conosce trasformazioni.
L’ulivo continua il proprio cammino mentre l’uomo osserva, misura, programma e attende.
È questo il momento in cui la speranza smette di essere soltanto un desiderio e diventa visione.
Perché sperare senza agire è soltanto attesa.
Vedere ciò che ancora non esiste e cominciare a costruirlo, invece, è strategia.
Settembre porta con sé una particolare energia.
La luce cambia.
L’aria cambia.
I colori lentamente cambiano.
E anche lo sguardo dell’uomo dovrebbe cambiare.
Dopo il tempo della sospensione arriva quello delle decisioni.
Gli antichi conoscevano il valore dei cicli: nulla nasce veramente dal nulla.
Ogni nuova stagione porta con sé ciò che è stato seminato nella precedente.
Anche nella vita accade così.
Le esperienze diventano conoscenza.
La conoscenza diventa discernimento.
Il discernimento diventa scelta.
E la scelta, quando è sostenuta dalla disciplina, diventa destino.
È qui che la speranza assume un significato diverso.
Non è aspettare che qualcosa accada.
È prepararsi affinché qualcosa possa accadere.
La terra insegna una forma di strategia che l’uomo moderno spesso dimentica.
Non tutto deve essere immediato.
Non tutto ciò che cresce deve essere mostrato.
Non ogni decisione deve essere annunciata.
Esistono processi che hanno bisogno di silenzio.
Esistono progetti che devono maturare lontano dal rumore.
Esistono visioni che diventano più forti proprio perché non vengono continuamente esposte.
Forse settembre ci invita proprio a questo:
guardare più lontano.
Non soltanto a ciò che accadrà domani, ma a ciò che vogliamo costruire negli anni.
Perché la vera strategia non consiste nel prevedere ogni cosa.
Consiste nel conoscere la propria direzione anche quando il percorso non è ancora completamente visibile.
E qui ritorna l’insegnamento dell’ulivo.
Le sue radici non conoscono il futuro.
Eppure continuano a cercarlo nella profondità della terra.
La sua chioma guarda verso la luce.
Le sue radici cercano sostegno nel buio.
Tra queste due dimensioni vive l’albero.
Tra ciò che conosciamo e ciò che ancora non vediamo vive anche l’uomo.
Settembre, allora, non è soltanto un nuovo mese.
È una soglia.
Una porta discreta tra ciò che abbiamo compreso e ciò che dobbiamo ancora costruire.
E davanti a questa soglia possiamo scegliere.
Continuare semplicemente a vivere ciò che accade.
Oppure cominciare a dare una forma precisa a ciò che desideriamo diventare.
Io scelgo la seconda strada.
Perché la speranza, quando incontra la conoscenza, diventa visione.
E quando la visione incontra la disciplina, può diventare realtà.
Ben arrivato, settembre.
Che sia un mese di pensiero lucido, di coraggio silenzioso e di nuove costruzioni.
La terra continuerà a fare la sua parte.
A noi spetta avere la visione necessaria per comprenderla.
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“La speranza guarda ciò che potrebbe essere. La visione comincia già a costruirlo.”
Dott.ssa Adele Scirrotta
Fondatrice di A.CO.S. Olearia s.r.l.